Materie prime
I cenciaioli di Prato
La figura dei cenciaioli di Prato rappresenta un’antica tradizione nella rigenerazione tessile, che risale almeno all’Ottocento. Questa pratica ha storicamente permesso di trasformare abiti e tessuti smessi in nuovi materiali, garantendo una forma di economia circolare oggi considerata un modello di sostenibilità.
Oggi Prato continua a essere un polo internazionale di eccellenza per il riciclo tessile, dove gli scarti non solo diventano filati rigenerati per moda e arredo, ma vengono trasformati anche in materiali innovativi per l’edilizia e altre applicazioni industriali. La produzione di lana rigenerata in particolare offre vantaggi ecologici significativi, come la riduzione dell’uso di tinture e risorse naturali, rispondendo alla crescente domanda di moda sostenibile.
La lavorazione, oltre a essere sostenibile dal punto di vista ambientale, contribuisce anche a diminuire la domanda di lana vergine, riducendo la pressione sugli ecosistemi e le emissioni derivanti dall’allevamento ovino. Prato, infatti, è un esempio di eccellenza nel settore del tessile rigenerato, promuovendo modelli di economia circolare e slow fashion per una moda più etica e rispettosa delle risorse naturali.
La “passatura”
Il processo inizia con la cernita degli stracci (o come vengono chiamati a Prato “Cenci”) provenienti da tutte le parti del mondo. La cernita consiste con la classificazione e selezione manuale, delle maglie di lana per colore, composizione e finezza.
Questa operazione, detta “passatura”, richiede un’abilità percettiva straordinaria, in quanto il cenciaiolo deve identificare la composizione dei tessuti con tatto, olfatto e vista, utilizzando persino il suono dello strappo per riconoscere le fibre.


La lavorazione
I cenciaioli lavorano seduti in una posizione tradizionale “a guanciale”, con stracci disposti attorno a loro, separandoli per tipo e colore. Gli unici strumenti utilizzati sono le mani e forbici, con cui rimuovono bottoni, cerniere, etichette e dettagli non tessili per avviare la fase di stracciatura.
La trasformazione degli stracci
La stracciatura a umido è un procedimento fondamentale nel riciclo della lana rigenerata a Prato, che mira a recuperare fibre da vecchi abiti, riducendo al minimo l’impatto ambientale. In questo processo, l’acqua gioca un ruolo cruciale per facilitare l’apertura delle fibre, ridurre la polvere e migliorare la pulizia complessiva dei materiali tessili. La lana, proveniente da capi dismessi, passa inizialmente per una fase di cernita, in cui viene selezionata e preparata in base al colore e al tipo, riducendo la necessità di ulteriori tinture che consumerebbero risorse idriche ed energia.
Dopo la cernita, il materiale selezionato viene bagnato e sottoposto a un procedimento meccanico con macchinari dotati di denti e lame, che aprono e separano le fibre con delicatezza. Questa tecnica “a umido” riduce l’attrito e permette di ottenere fibre più omogenee, adatte per la rifilatura e la successiva lavorazione. L’uso dell’acqua facilita anche la rimozione di impurità, migliorando la qualità del prodotto finale che sarà poi trasformato in nuovi tessuti per maglieria e abbigliamento di alta gamma.


I nostri prodotti
Lana rigenerata
La Goritex Commerciale srl produce ed offre lana meccanica rigenerata in una vasta gamma di colori suddivisi in due categorie per finezza delle fibre: Fine ed Ordinario.
Materia prima utilizzabile per produrre varie tipologie di filati: per maglieria, tessitura e arredamento.


